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2015 L’importanza degli archivi tipografici per i designer contemporanei

Tipoteca italiana, Cornuda, Italia

Conferenza annuale AEPM 2015

Tipoteca italiana, Cornuda (Treviso), 2–3 ottobre 2015

L’importanza degli archivi tipografici per i designer contemporanei

Nell’epoca del digitale, a chi possono ancora interessare le obsolete tecniche tipografiche? Le presse e i caratteri di metallo sono affascinanti da vedere, ma conservano ancora un’utilità reale? Oggi, hanno ancora qualcosa da dirci? Perché i musei dovrebbero preoccuparsi della loro conservazione e di salvare i mestieri tradizionali che queste macchine rappresentano?

Compito dei designer è quello di reinventare costantemente il mondo visivo che ci circonda e in cui siamo immersi. Per farlo, si usa ancora combinare caratteri, immagini e spazi bianchi e realizzare prodotti di massa creati a mano. Uno degli elementi essenziali della grafica è il carattere. E una delle fonti principali del carattere come elemento base è la storia – storia del disegno dei caratteri e dei processi di stampa basati sui caratteri. Perché i caratteri hanno quelle forme? Perché un carattere funziona? Perché i caratteri sono così diversi? Esiste una relazione tra i caratteri e il cambiamento tecnologico, economico e culturale?

I musei della stampa conservano gli artefatti e le abilità tradizionali della tipografia. In quanto tali, rappresentano un fulcro per capire la storia e gli usi del carattere; un cardine per comprendere ciò che si rinnova e ciò che rimane immutato nella comunicazione grafica a fronte del profondo cambiamento tecnologico; un prisma attraverso il quale i grafici possono studiare un’attività industriale, culturale e tecnologica che ha contribuito a forgiare il mondo moderno. I musei della stampa sono una fonte vitale di conoscenza per chi si occupa di design.

La conferenza farà il punto su diversi modi in cui le collezioni di caratteri possono essere utilizzate (e sono utilizzate) da grafici e da quanti interessati allo sviluppo della comunicazione grafica.

Il primo giorno (venerdì) sarà dedicato agli interventi e alla discussione sul tema L’importanza degli archivi tipografici per i designer contemporanei e si concluderà con una cena. Sabato, ci sarà l’annuale incontro dei membri dell’Associazione e proseguirà con una visita a Venezia, alla biblioteca Querini Stampalia.

Venerdì 2 ottobre


08.30 – 09.30

Registrazione partecipanti

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09.30 – 10.00
Silvio Antiga
Presidente di Tipoteca Italiana Fondazione
Alan Marshall
Presidente AEPM, già direttore del Museo della stampa e della comunicazione grafica, Lyon, Francia

Saluti di benvenuto

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10.00 – 10.40
James Clough
 
calligrafo, docente, Milano, Italia
Riccardo Olocco
grafico, docente alla Libera Università Bozen-Bolzano, Italia

Nuovi studi sui caratteri veneziani del 15º secolo

L’evoluzione del carattere romano in Italia dal 1464 al design di Nicolas Jenson del 1470 fu straordinariamente rapido. I modelli di Jenson furono ampiamente copiati e divennero lo standard fino alla novità del design di Griffo per il De Aetna, stampato nel 1496. Quarant’anni più tardi il tondo di Griffo sarà fonte di ispirazione per Augereau, Garamond e altri incisiori a Parigi. Questi caratteri furono nuovamente esportati in Italia e divennero uno modello universale affermatosi fino al digitale.

Riccardo Olocco presenta la sua ricerca sul carattere di Griffo e analizza alcuni dettagli fotografici dei caratteri tondi dell’incisore bolognese. Nel corso della presentazione, invita anche all’adozione di un nuovo metodo di denominazione e descrizione dei caratteri dei primi testi a stampa, che potrebbe sostituire il sistema poco funzionale basato sulla misurazione di venti righe di caratteri usato dagli studiosi degli incunaboli.

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10.40 – 11.10 Coffee break

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11.10 – 11.50
Neil Harris
professore di bibliografia e biblioteconomia, Università di Udine, Italia

Vivide varianti. Disegno e incisione dei caratteri a Venezia nel Rinascimento

L’intervento prende spunto da un’osservazione di John Dreyfus, apparso in un articolo sulla figura di Hans Mardersteig e sulle sue ricerche dei carattere del Rinascimento. Una cassa tipografica in epoca rinascimentale, con le abbreviazioni e i politipi, era inevitabilmente più ricca e varia di una cassa moderna, soprattutto da quando il disegno dei caratteri si è adeguato alla forme di fusione di una Monotype o di una Linotype. Ciò che sembra essere stata una pratica comune era l’uso di più punzoni per lo stesso glifo, creando minuziose, spesso impercettibili differenze di forma, che tuttavia contribuiscono a quel senso di varietà che si coglie quando si osservano le pagine di un libro del Rinascimento. L’intervento intende provare la presenza di punzoni multipli nei caratteri incisi da Francesco Griffo per il capolavoro aldino dell’Hypnerotomachia Poliphili (1499).

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11.50 – 12.30
Fred Smeijers
Type designer, docente e autore, professore di tipografia digitale alla Hochschule für Grafik und Buchkunst, Lipsia, Germania

Sulle spalle dei giganti

All’inizio della sua carriere, più di trent’anni fa, Fred Smeijers s’imbatté in numerose domande irrisolte. Risale a quel tempo la decisione di frequentare il Museo Plantin-Moretus in Anversa per studiare più da vicino i materiali conservati nelle raccolte. Ed è indubbio che, nel corso degli anni, le collezioni del Plantin-Moretus siano state cruciali nel plasmare il percorso della carriera di Smeijers come disegnatore di caratteri, ricercatore e insegnante.

Nel suo intervento, Fred Smeijers vuole mostrare con esempi concreti come un interesse nelle fonti storiche possa stimolare quanti sono alla ricerca di una conoscenza più approfondita dell’oggetto del loro studio. Intende dimostrare come sbiaditi echi da un lontano passato possano in verità giocare un ruolo fondamentale nella vita di una persona. E come piccoli frammenti di testimonianze storiche possano condurre a un corso totalmente nuovo degli eventi oggi.

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12.30 – 14.00

Pranzo

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14.00 – 14.40
Matthieu Cortat
Type designer, assistente-curatore del Museo della stampa e della comunicazione grafica, Lyon, Francia

Frequentare e disegnare i caratteri: come una fonderia digitale può essere alimentata da un archivio di caratteri

Da sette anni, la fonderia digitale Nonpareille offre ai suoi clienti una gamma di caratteri di diversi stili. Molti di questi non sarebbero mai apparsi senza lo scambio costante con il mio lavoro presso il Museo della stampa e della comunicazione grafica a Lyon: una collaborazione iniziata anch’essa sette anni fa. L’allestimento e lo studio del French Typographic Corpus, e la definizione di altri progetti basati sull’archivio del Museo, mi hanno offerto la possibilità di conoscere e studiare straordinari caratteri storici, che erano in attesa di nuova vita. Grazie a queste diverse attività, ho approfondito la conoscenza della storia della tipografia, cogliendo l’importanza dei revival tipografici del 21º secolo e affrontando i molti interrogativi che suscitano. Com’è nata questa relazione tra design e patrimonio tipografico e come si è sviluppata: racconto questa storia attraverso tre caratteri: Henry, Battling and Louize.

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14.40 – 15.20
Phil Baines & Catherine Dixon
Central Saint Martins, Londra, Inghilterra

Ritorno in classe: il Museo e l’Archivio di Ricerca della Central Saint Martins e il Central Lettering Record (CLR)

Le origini del museo risalgono alla collezione didattica istituita nel 1895 dalla commissione di Educazione Tecnica di Londra sotto la direzione di W R Lethaby, il principale fondatore della Scuola Centrale di Arti e Mestieri (“Central”). Il patrimonio di interesse per studenti di design e tipografia comprende manoscritti, libri a stampa dal 15º secolo in poi, e i lavori originali di ex studenti e docenti come Edward Johnston, Eric Gill e altri.

La Central lettering record (CLR) è una raccolta di immagini e documenti relativi a tutti gli aspetti del lettering, avviato intorno al 1963 da Nicholas Biddulph con fotografie di James Mosley. La raccolta fu ampliata dallo stesso Biddulph e Nicolete Gray, e ora è arricchita dalle fotografie di Alan Bartram così come dagli attuali curatori, Phil Baines e Catherine Dixon.

Dopo un periodo di inaccessibilità, grazie agli sforzi di Baines e Dixon la CLR è tornata a essere un vitale centro di studio e parte attiva delle risorse per la ricerca del corso di Comunicazione grafica. Insieme con il museo e la collezione didattica, è attivamente usato per l’insegnamento, la formazione e la ricerca al College, e grazie a queste strutture è possibile offrire una panoramica sull’evoluzione della scrittura, del lettering e del disegno dei caratteri a partire dalle iscrizioni romane per giungere, attraverso la miniatura, gli incunaboli e i primi libri stampati, fino allo sviluppo delle stamperie private nel 20º secolo e all’epoca digitale contemporanea.

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15.20 – 16.00
Edwin Pickstone
tipografo, designer, tutor e tecnico di laboratorio, Glasgow School of Art, Glasgow, Scozia

La costanza del cambiamento

Al traguardo dei dieci anni come designer residente alla Glasgow School of Art, Edwin Pickstone ci parla di design, sinergie e potenziale degli archivi tipografici. In un percorso che esplora le motivazioni, i metodi e i risultati di un decennio di progetti, il suo intervento mira a indicare perché e come i laboratori di letterpress rappresentano un punto nevralgico per la pratica del design contemporaneo.

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16.00 – 16.30

Pausa

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16.30 – 17.10
Jim e Bill Moran
Hamilton Wood Type & Printing Museum, Two Rivers, Wisconsin, Stati Uniti

Dal pantografo ai pixel: condividere un museo analogico in epoca digitale

I fratelli Jim e Bill Moran presentano il patrimonio, la valorizzazione e la digitalizzazione dell’Hamilton Wood Type & Printing Museum. Nato nel 1999 come un modesto ma significativo museo in virtù di un archivio di caratteri, delle dime per i pantografi e un certo numero di macchine da stampa, HWT è sbocciato nel 21º secolo proprio grazie ai font digitali, alle piatteforme social e all’artigianato creativo. Fondata nel 1880, Hamilton era la più grande fabbrica di caratteri di legno negli Stati Uniti. I fratelli Moran con uno staff di solo tre persone e una piccola armata di volontari hanno saputo escogitare più strade per condividere gli archivi con grafici e altri appassionati.

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17.10 – 18.00

Discussione e conclusioni

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18.10 – 20.00

Visita a Tipoteca e aperitivo

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20.00

Cena